31 Gennaio 2020
Cimice e popillia japonica: gli insetti alieni sono una vera calamità

Circa diecimila agricoltori della Coldiretti con i trattori provenienti da diverse regioni italiane sono scesi in piazza a Verona, a fine gennaio, per fermare la strage senza precedenti provocata nelle campagne dall’arrivo di specie aliene. A Fieragricola c’era anche un numerosa presenza di oltre un centinaio di imprenditori agricoli delle province di Milano, Lodi e Monza Brianza, guidati dal presidente della Coldiretti territoriale Alessandro Rota. Sul palco sono saliti i presidenti delle Regioni più colpite, come Luca Zaia del Veneto e Stefano Bonaccini dell’Emilia, diversi assessori regionali, a cominciare da quello lombardo all’Agricoltura Fabio Rolfi, e il ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova con il presidente nazionale della Coldiretti, Ettore Prandini.

Insieme al cambiamento climatico, sotto accusa è il sistema di controllo dell’Unione Europea, con frontiere colabrodo che lasciano passare materiale vegetale infetto e parassiti vari. Una politica europea troppo permissiva che consente l’ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici nell’Ue senza che siano applicate le cautele e le quarantene che devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati.

L‘ultima sbarcata in Italia è la cimice asiatica: l’insetto killer dei raccolti arrivato dalla Cina, ha devastato i campi e i frutteti di 48mila aziende in Italia con un danno che supera i 740 milioni di euro a livello nazionale. “Una minaccia drammatica per il Paese che va contrastata con un piano di intervento nazionale che preveda aiuti straordinari alle imprese, azioni di contenimento dell’insetto anche con un programma coordinato di trattamenti fitosanitari e sperimentazioni su insetti antagonisti, oltre a misure per la difesa del settore ortofrutticolo Made in Italy con un sistema straordinario di verifica sulle importazioni” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel chiedere a livello nazionale il via libera del Governo alla vespa samurai nemica naturale della cimice. Un impegno assunto dal ministro delle Politiche agricole e forestali, Teresa Bellanova.

In Lombardia i danni della cimice sono stati stimati in oltre trenta milioni di euro. Anche il Milanese, il Lodigiano e la Brianza sono tra le zone colpite. Da questo e da altri insetti devastatori, al punto che la Coldiretti interprovinciale già nei mesi scorsi aveva raccolto l’allarme dei suoi associati organizzando ad Abbiategrasso un confronto con i responsabili del settore Fitosanitario di Regione Lombardia. A spaventare, infatti, non  c’è solo la cimice, ma anche la famigerata popillia japonica.

Tra zone infestate e aree cuscinetto, sono ormai circa 200 i comuni dell’area metropolitana milanese, della provincia di Monza e Brianza e del Lodigiano coinvolti nella lotta contro il coleottero giapponese che è arrivato anche nei quartieri più a ovest del capoluogo lombardo.

La popillia è in grado di attaccare 295 specie vegetali, tra cui il mais, la vite, il pomodoro, i meli e i fiori. E’ stata segnalata per la prima volta in Lombardia nel luglio 2014 lungo il Naviglio Vecchio a Turbigo (MI) e da allora il numero delle aree interessate è andato crescendo di anno in anno. “Purtroppo – commenta Alessandro Rota – negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria esplosione di specie straniere che si diffondono in Italia a causa dei cambiamenti climatici e alla globalizzazione degli scambi. Tra l’altro, qui da noi la popillia non ha nemmeno degli antagonisti naturali come invece accade nei Paesi d’origine”.

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