10 Giugno 2019
Caldo, cimice asiatica assalta frutta: a Lodi già colpite pesche e albicocche

Frutteti assaltati dalla cimice asiatica a causa del caldo improvviso. Lo rende noto la Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza in base a un monitoraggio sul territorio, dal quale emergono situazioni critiche soprattutto in provincia di Lodi.

“Quest’anno, complice il maltempo di maggio, le cimici sono arrivate tardi – conferma Marco Mizzi, agricoltore con un frutteto a Lodi città – ma si stanno dando da fare soprattutto su pesche, albicocche e lamponi. Ci sono già danni su almeno il 15% del raccolto, ma in altre zone stanno colpendo in maniera più pesante”.

Finora tra le colture che normalmente vengono attaccate da questo insetto sul territorio sono stati risparmiati soia e mais. “Solo perché quest’anno siamo in ritardo con la coltivazione: la soia sta crescendo adesso – spiega Alessandro Rota, agricoltore di Cassano d’Adda, in provincia di Milano – Non è ancora appetibile per gli insetti, ma la situazione è destinata a peggiorare come negli ultimi anni”.

La “cimice marmorata asiatica” – spiega la Coldiretti interprovinciale – è particolarmente pericolosa per l’agricoltura, perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta, che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili, compromettendo seriamente parte del raccolto. Il suo nome scientifico è Halyomorpha halys - continua la Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza – ed è originaria dell`Asia orientale, in particolare di Taiwan, Cina e Giappone. Gli studiosi la definiscono estremamente polifaga, perché si nutre di un’ampia varietà di specie coltivate e spontanee.

La cimice asiatica è solo l’ultimo dei parassiti alieni che hanno invaso l’Italia, provocando all’agricoltura danni stimabili in oltre un miliardo. Siamo di fronte – conclude la Coldiretti – ai drammatici effetti dei cambiamenti climatici che si manifestano con una tendenza al surriscaldamento che si è accentuata negli ultima anni, ma anche con il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi, ma anche con l’aumento dell’incidenza di infezioni fungine e dello sviluppo di insetti che colpiscono l’agricoltura.

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