19 Novembre 2019
Danni record per il clima ma la produzione agricola sfiora gli 800 milioni

 

Con un valore della produzione lorda di quasi 800 milioni di euro, più della metà dei quali nel Lodigiano, l’agricoltura dei territori di Milano, Lodi e Monza Brianza si mette alle spalle una delle stagioni più difficili a causa del clima pazzo, confermando la tenuta di tutti i principali comparti produttivi. Lo afferma la Coldiretti interprovinciale, che in occasione dell’apertura ufficiale della 229° edizione della Fiera Autunnale di Codogno ha diffuso le prime stime dell’annata agraria.

“Mai come quest’anno – dichiara Alessandro Rota, Presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza - l’agricoltura delle nostre province ha pagato le conseguenze dei cambiamenti climatici. Ma nonostante gli effetti devastanti del meteo sui campi e sulle strutture aziendali, ancora una volta gli agricoltori hanno mostrato la capacità di guardare avanti, rimboccandosi le maniche per garantire la produttività di un comparto che resta determinante per il futuro”. “Questi territori sono stati colpiti più volte da fenomeni estremi durante il 2019 – continua il presidente Rota – Tra luglio e agosto i danni in agricoltura nel solo Lodigiano hanno superato gli 11 milioni di euro. E il conto sale parecchio se aggiungiamo le grandinate cadute su Milanese e Brianza tra primavera e inizio estate, oltre al maltempo di ottobre”.

Alla stima dei danni dovuti al maltempo – precisa la Coldiretti interprovinciale – vanno aggiunti quelli causati dagli animali selvatici e dagli insetti nocivi, come la cimice asiatica e la popillia japonica. Per la prima volta il Lodigiano ha dovuto fare i conti con il temibile coleottero giapponese che attacca fra gli altri mais, frutta e fiori: 17 comuni della provincia di Lodi sono stati inseriti nella zona cuscinetto; 94 centri dell’area metropolitana milanese sono invece già nella lista dei focolai attivi. “Troppe specie di insetti che qui non hanno antagonisti naturali arrivano attraverso frontiere colabrodo – spiega Alessandro Rota – Va radicalmente cambiato il sistema dei controlli in ingresso nell’Unione Europea. Invece, per quanto riguarda gli animali nocivi, è da tempo che segnaliamo i rischi di un’invasione di cinghiali, nutrie e caprioli, deleteria non solo per la redditività delle imprese agricole, ma anche per la sicurezza sanitaria e stradale. Dalle istituzioni, però, non ci sono mai arrivate risposte adeguate”.

In occasione dell’appuntamento con la Fiera Autunnale di Codogno, la Coldiretti interprovinciale ha stilato una fotografia dettagliata dello stato dell’agricoltura in provincia di Lodi, dove le imprese attive sono più di 1.300 su una superficie utilizzata di 55 mila ettari, con quasi il 50% dei campi coltivati a mais, un quinto a foraggere, il 7,5% a frumento, il 6% a soia e poco meno del 4% a riso. “Anche per i cereali e la soia l’annata è stata segnata dal maltempo – precisa Rota – Sarà difficile raccogliere quello che c’è ancora in campo a causa delle ultime piogge, che hanno reso problematica anche la semina dei prodotti autunno-vernini e degli erbai. In generale, però, è stata un’annata con produzioni buone per quanto concerne la qualità dei raccolti, ma con quantitativi non eccezionali e decisamente sotto media”.

Sul fronte zootecnico – chiarisce la Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza - il patrimonio bovino lodigiano conta più di 500 allevamenti e circa 100 mila capi, il 90% dei quali nel comparto latte. Le consegne di prodotto sono cresciute dell’1,5% (più della media regionale) nei primi 9 mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, attestandosi complessivamente su 365 mila tonnellate di latte da gennaio a settembre.

Per quanto riguarda il comparto suinicolo – prosegue la Coldiretti interprovinciale – i prezzi, dopo un difficile avvio d’anno, sono ora in crescita sull’onda della peste suina in Cina che ha stravolto il mercato internazionale del settore, con i trasformatori italiani costretti a puntare adesso sugli allevamenti interni. Per quanto riguarda i dati produttivi del settore, il numero dei capi suini allevati si mantiene stabile mentre il prezzo medio annuo, nonostante la recente ondata di rialzi, è ancora inferiore alla media 2018.

“La stagione del riso – aggiunge il Presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza, Alessandro Rota – non era cominciata sotto i migliori auspici, con le piogge di maggio che avevano ritardato le semine. In realtà, dove il riso non è stato danneggiato dai successivi eventi atmosferici, si stanno riscontrando produzioni leggermente inferiori alla media per ettaro, ampiamente compensate, però, dalle rese alla lavorazione che, dai primi campionamenti effettuati, appaiono superiori a quelle standard”. Per quanto riguarda i prezzi, la campagna di commercializzazione è solo all’inizio e appare prematuro esprimere un giudizio in merito.

“Quello agricolo – conclude Alessandro Rota – rimane un comparto trainante nel Lodigiano e nel Milanese dal punto di vista economico, per il ruolo che la filiera agroalimentare, del cibo sano, buono e riconoscibile, avrà sempre di più nello sviluppo dei nostri territori e del Paese. Oltre al buon cibo e ai numerosi posti di lavoro, le imprese agricole contribuiscono in maniera determinante anche alla sostenibilità ambientale e alla tutela del territorio. Del resto, se l’agricoltura italiana è la più green in Europa e nel mondo, una parte del merito va riconosciuta agli imprenditori che lavorano su questo territorio”.

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