17 Gennaio 2023
S. Antonio, l’Arcivescovo benedice gli animali in due aziende agricole di Carpiano e Bellinzago

“La celebrazione di Sant’Antonio è ormai una tradizione per noi di Coldiretti, un evento nel quale confrontarci sui valori che ci contraddistinguono e sulle sfide che ci attendono. L’ultima stagione è stata segnata da tanti problemi, soprattutto legati alla siccità, ma sono proprio questi sacrifici a dare maggior significato al lavoro di chi, come agricoltori e allevatori, dedica la propria vita alla cura di un patrimonio che è di tutti”. Così Alessandro Rota, presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza, in occasione della ricorrenza di Sant’Antonio Abate, il Patrono degli animali.

Una tradizione popolare che già da qualche anno per il 17 gennaio porta l’Arcivescovo di Milano a visitare le realtà agricole del territorio. Stavolta monsignor Mario Delpini ha benedetto gli animali dell’azienda agricola Soldi di Cascina Calnago a Carpiano e quelli dell’azienda agricola Mapelli di Cascina Misericordia a Bellinzago Lombardo. Con lui, insieme al presidente Alessandro Rota e al suo vice Marcello Doniselli, la presidente di Donne Impresa Coldiretti Lombardia Wilma Pirola, i parroci dei due comuni, i sindaci, il consulente ecclesiastico della Coldiretti interprovinciale don Matteo Vasconi e il direttore della Federazione di Milano Lodi e Monza Brianza Umberto Bertolasi.

“La forza della nostra agricoltura – ha detto fra l’altro l’Arcivescovo di Milano – è la capacità di mettersi insieme. L’unione all’interno delle famiglie ma anche fra le aziende, sostenersi a vicenda, riscoprire il valore della cooperazione: sono tutti aspetti che permettono di affrontare con maggiore determinazione ciò che altrimenti non si potrebbe superare”.

In entrambe le cascine visitate, monsignor Mario Delpini ha voluto vedere le stalle. Nella fattoria lombarda sono più di 36 milioni gli animali: un milione e mezzo di mucche, più di 4 milioni di maiali, circa 27 milioni tra polli, galline, tacchini, faraone e oche, mentre le pecore e le capre sono più di 200 mila. I cavalli, gli asini e i muli in regione superano complessivamente i 50 mila esemplari, mentre i conigli sono più di 1,3 milioni. Ci sono poi più di un milione e 900 mila cani, quasi 420 mila gatti e circa 900 furetti.

Gli animali custoditi negli allevamenti italiani rappresentano un tesoro unico al mondo che va tutelato e protetto, anche perché a rischio non c’è solo la biodiversità delle preziose razze italiane, ma anche il presidio di un territorio dove la manutenzione è garantita proprio dall’attività di allevamento, con il lavoro silenzioso di pulizia e compattamento dei suoli svolto dagli animali.

Per l’esplosione dei costi a livello nazionale quasi una stalla su dieci (9%) è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività. A strozzare gli allevatori italiani è l’esplosione delle spese di produzione in media del +60% legata ai rincari energetici, che arriva fino al +95% dei mangimi, al +110% per il gasolio e addirittura al +500% delle bollette per l’elettricità necessaria ad alimentare anche i sistemi di mungitura e conservazione del latte, secondo l’analisi Coldiretti su dati Crea. A tutto questo si aggiunge il problema della disponibilità di fieno e foraggi, la cui produzione è stata tagliata dalla siccità, con i prezzi in salita anche a causa della guerra in Ucraina.

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