30 Maggio 2011
MILANO E LODI, FRANCIOSI RIELETTO PRESIDENTE LARGO AI GIOVANI NEL DIRETTIVO DI COLDIRETTI

 Carlo Franciosi è stato confermato alla guida della Coldiretti di Milano e Lodi, la più importante associazione di imprese agricole presente nelle province di Milano, Lodi e Monza Brianza. L’assemblea elettiva si è tenuta lo scorso venerdì sera, 27 maggio 2011, presso la cooperativa San Rocco di Pontevecchio di Magenta.

Franciosi apre così il quarto mandato della sua Presidenza. Insieme a lui è stato eletto anche il nuovo Consiglio Direttivo (in rappresentanza delle diverse zone), composto da: Nino Andena di Codogno, Giuseppe Baroni di Abbiategrasso, Renato Bellaviti di Melzo, Matteo Berneri di Melzo, Fortunato Borsani di Magenta, Cristian Capoferri di Cuggiono, Ferdinando Cornalba di Milano (Locate Triulzi), Tiziano Cozzaglio di Monza, Raffaele Dondoni di Monza, Fausto Frigerio di Monza, Piernatale Invernizzi di Magenta, Umberto Lovati di Melegnano, Marco Lunati di Lodi, Luigi Madonini di Codogno e Claudia Rinaldi di Lodi.

Del collegio sindacale fanno parte: Angelo Fedeli di Milano (Presidente), Rodolfo Fusarpoli di Magenta e Gianenrico Grugni di Lodi, con i supplenti Stefano Ciserani di Codogno e Gateano Rozzi di Abbiategrasso. I probiviri sono: Luigi Merlo (Presidente) di Cuggiono, Antonia Mantegazza di Monza, Leonardo Dornetti di Codogno, con i supplenti Pietro Baroni di Abbiategrasso e Donato Redondi di Magenta.

Nel ringraziare della collaborazione i consiglieri uscenti, Franciosi ha sottolineato la presenza di giovani all’interno della nuova squadra di governo della Federazione interprovinciale “perché grazie alla loro energia e alle loro motivazioni possiamo far crescere ancora di più la Coldiretti”.

Prima del voto, Franciosi aveva tracciato un quadro della situazione del mondo agricolo, sottolineando come “le aziende non sono ancora uscite dal tunnel della crisi, esistono barlumi di speranza per mais, riso e latte, ma il florovivaismo sta

pagando un prezzo alto al caro energia e alla cancellazione delle agevolazioni sul gasolio, mentre gli allevamenti di suini si trovano in una situazione che sta portando molti ad andare in soccida abbandonando l’attività imprenditoriale vera e propria. E questo non è un bene. Dobbiamo continuare a lavorare sul fronte dell’identificazione dei prodotti e della filiera agricola italiana per dare alle aziende italiane la possibilità di crescere rafforzarsi. Ancora troppi prodotti arrivano dall’estero e vengono venduti come fosse italiani senza che i consumatori possano esserne consapevoli”.

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