1 Giugno 2011
PSICOSI DEL CETRIOLO, MEGLIO I PRODOTTI ITALIANI PRIMI CONTRACCOLPI NEI SUPERMERCATI

Più informazione ai consumatori contro la psicosi del cetriolo. “Di fronte alla preoccupazione della gente – dice Carlo Franciosi, Presidente di Coldiretti Milano e Lodi – è necessario spiegare ancora meglio l’origine dei prodotti e il valore, anche sul fronte della sicurezza alimentare, di quelli coltivati nei campi e nelle serre degli agricoltori italiani. Prima dell’acquisto, per essere più tranquilli, basta controllare da dove arrivano e prendere quelli Made in Italy”.

Secondo un’indagine Coldiretti/SWG il 91% degli italiani si fida di più del cibo prodotto in Italia perché è ritenuto più fresco (25%), garantito da maggiori controlli (25%) e più sicuro perché rispetta leggi più severe (19%). Da qui il successo dei farmers’ market (40 nelle sole province di Milano, Lodi e Monza Brianza), degli spacci in cascina, dei farmers’ shop (Biassono, Legnano e Parabiago) e dei bancomat della salute (a San Donato Milanese).

E mentre in Germania si sta ancora cercando di appurare le cause dell’epidemia di E.Coli (inizialmente attribuita ad una spedizione arrivata dalla Spagna), alcuni supermercati dell’area milanese stanno riducendo la tradizionale richiesta di cetrioli alle aziende agricole del territorio. “Nonostante i prodotti italiani siano fra i più controllati al mondo dal punto di vista igienico sanitario” dice Mario Bossi, Presidente degli orticoltori di Milano.

Quella che nel nord Europa ha scatenato la psicosi è una varietà chiamata cetriolo olandese, lunga e stretta, diversa dal tipo classico italiano, un po’ “cicciotto” e rugoso. In Lombardia – stima la Coldiretti – su circa 700 mila metri quadrati di serre si producono ogni anno 14 mila tonnellate di cetrioli.

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