19 Maggio 2011
SOTTO LE MELANZANE E SOPRA L’ENERGIA PULITA: ARRIVA LA MAXI SERRA SOLARE “SALVA SUOLO”

Sotto le melanzane e sopra energia pulita. A Merlino (in provincia di Lodi), presso la Cascina Torchio, nell’azienda agricola San Maurizio, è stata realizzata la prima maxi serra solare “salva suolo”, in attività, della Lombardia. L’impianto, della potenza di un megawatt, è costituito da 15 mila metri quadrati di pannelli al posto dei tradizionali vetri, mentre il terreno sottostante può continuare ad essere coltivato senza problemi.

“I moduli fotovoltaici, 80 per 120 centimetri, sono in materiale semi trasparente che fa filtrare la luce, anche perché non ci sono le classiche bordature scure e quindi sotto possiamo coltivare – spiega Paolo Locatelli, 45 anni, orticoltore – abbiamo infatti 15 mila piantine e le prime melanzane cominceremo a raccoglierle al massimo fra due settimane. Quest’anno contiamo di produrne fino a 180 mila chili”.

L’elettricità fornita dal Sole servirà al funzionamento delle celle frigorifere e dell’impianto di irrigazione, mentre il resto verrà ceduto alla rete nazionale. “E’ un bell’esempio di applicazione virtuosa del fotovoltaico – spiega Carlo Franciosi, Presidente della Coldiretti di Milano e Lodi – perché si produce energia pulita e al tempo stesso non si consuma suolo agricolo, una risorsa importante e sempre più rara e costosa”. In provincia di Milano ogni giorno vengono urbanizzati 20 mila metri quadrati di suolo (circa 1,2 volte la piazza del Duomo), ai quali si aggiungo i 4 mila metri quadrati quotidiani della Brianza e gli altri 4 mila del Lodigiano. Mentre la Lombardia perde ogni giorno 117 mila metri quadrati.

“Si tratta di un problema serio – conclude Franciosi – per questo gli impianti per la produzione di energia rinnovabile, come ad esempio anche il biogas, devono essere integrati e proporzionati all’attività delle aziende agricole, altrimenti rischiano di diventare iniziative industriali che portano squilibri in tutto il settore, sia per quanto riguarda le possibilità di coltivare, sia per quello che concerne le quotazioni delle materie prime utilizzate e i costi degli stessi terreni”.

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