22 Giugno 2011
VERTENZA SUINICOLTURA: A MONTICHIARI OLTRE 400 ALLEVATORI ALL’INCONTRO ORGANIZZATO DA COLDIRETTI

In oltre 400 hanno risposto all’invito di Coldiretti Lombardia che, di concerto con tutte le Federazioni provinciali maggiormente interessate (Bergamo, Brescia, Cremona, Mantova, Milano-Lodi) ha organizzato ieri sera a Montichiari, presso il Centro Fiere del Garda, un incontro con gli allevatori per presentare le proposte dell’Organizzazione finalizzate a supportare le imprese suinicole oggi in difficoltà e ad accompagnarle fuori da questa grave crisi del settore.

L’incontro è stato coordinato dal Presidente regionale Nino Andena e dal Vice Presidente regionale e Presidente provinciale della Coldiretti di Brescia Ettore Prandini, supportati tecnicamente dagli interventi del Dr. Giorgio Apostoli, Capo Ufficio Zootecnia della Coldiretti nazionale, e di Andrea Cristini Presidente ANAS.

Presenti all’incontro anche Giancarlo Colombi (Presidente Coldiretti di Bergamo), Gianluigi Zani (Presidente Coldiretti di Mantova), Carlo Franciosi (Presidente Coldiretti Milano-Lodi) e nutrite delegazioni di dirigenti e allevatori provenienti dalle regioni Veneto, Piemonte e Emilia, nonché il Direttore regionale di Coldiretti Lombardia Eugenio Torchio e molti altri Direttori provinciali.

Nino Andena ha aperto i lavori precisando che Coldiretti ha messo in campo tutta la propria forza organizzativa e politico-sindacale con l’obiettivo di far uscire dalla crisi la suinicoltura italiana concordando con gli allevatori le azioni e le strumentazioni necessarie.

Ettore Prandini ha annunciato che il Ministero dell’Agricoltura ha accolto la richiesta di Coldiretti per una moratoria sui crediti delle imprese suinicole con il supporto di Ismea ed in accordo con le Banche. Nei prossimi giorni gli istituti di credito dovrebbero confermare la loro disponibilità e rendere operativo l’intervento finanziario. Prandini ha inoltre informato che Coldiretti, su sollecitazione dei propri associati, ha predisposto un’iniziativa di carattere legale per denunciare il ruolo ambiguo dei Consorzi di Tutela nei confronti della suinicoltura italiana.

Il Dr. Giorgio Apostoli è partito delle principali motivazioni della crisi sottolineando il grande peso dei nostri costi di produzione che il ridotto potere contrattuale degli allevatori non riesce a farsi riconoscere dai macelli.
L’eccesso strutturale nell’offerta di suini DOP, la mancata valorizzazione del prodotto italiano e le importazioni dall’estero (ricordando che ben 2 cosce su 3 sono estere) stanno facendo il resto.

Apostoli ha quindi ricordato le principali azioni già messe in campo da Coldiretti come quelle verso i media per denunciare il furto di identità e valore perpetrato ai danni della suinicoltura italiana. Apostoli si è inoltre soffermato su un’altra richiesta urgente: l’emanazione del decreto attuativo per l’indicazione obbligatoria dell’origine delle carni suinicole in etichetta e per una ulteriore rafforzamento dei controlli alle frontiere.

Ci sono poi una serie di azioni la cui realizzazione dipende solo dalla volontà e disponibilità degli allevatori come una concreta concentrazione dell’offerta per giungere a nuove modalità di vendita dei suini con forme contrattuali completamente diverse da quelle attualmente in uso che risultano assolutamente penalizzanti e vessatorie per gli allevatori. L’altra iniziativa che gli allevatori dovrebbero mettere in campo da subito è rappresentata dalla rimodulazione degli indirizzi produttivi per creare un’offerta anche di suini leggeri e intermedi, indispensabili per alleggerire e valorizzare l’intera produzione nazionale DOP e non-DOP.

Andrea Cristini ha analizzato con preoccupazione alcuni dati produttivi (in particolare la fortissima contrazione nella produzione di suinetti) e si è soffermato sul tema della classificazione delle carcasse che partirà il prossimo 1 luglio. Cristini ha evidenziato come esistano ancora alcuni aspetti di criticità che dovranno essere seguiti con grande attenzione, ma la classificazione rappresenterà una svolta per valorizzare davvero il nostro suino pesante e differenziarlo da tipi genetici di importazione che non sono adatti per essere trasformati in prosciutti ed insaccati e quindi alleggerendo la situazione delle DOP.

E’ seguito un intenso dibattito con numerosi interventi degli allevatori presenti in sala che hanno portato il loro contributo con analisi critiche e proposte, supportando le azioni e le posizioni illustrate da Coldiretti,  dando grande importanza alle annunciate azioni legali ed organizzative in campo economico-commerciale.

Il Presidente Andena ha quindi chiuso i lavori impegnando Coldiretti nel chiedere e sostenere sindacalmente un confronto forte con le Istituzioni, ma richiamando tutti alla necessità di dare seguito immediato a quelle azioni che dipendono solo dalla volontà degli allevatori come il rafforzamento delle organizzazioni di prodotto con le quali Coldiretti vuole collaborare attivamente.

Infine Andena ha annunciato che nei prossimi giorni, anche in relazione al comportamento dell’industria di macellazione in seno alla CUN, si valuteranno iniziative di mobilitazione sindacale.  Una delegazione di dirigenti e suinicoltori lombardi incontrerà nei prossimi giorni la Giunta regionale della Lombardia  per chiedere un impegno urgente e concreto di quest’ultima sulla crisi del comparto.

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